Gruppo Salute è benessere - Quartiere 4
* report delle attività di Marcello Matteini  

Il farmaco al supermercato: pro e contro

Vantaggi e rischi della novità introdotta con il decreto Bersani

Col decreto Bersani, che stabilisce nuove norme sulla concorrenza, avviando la liberalizzazione non solo delle farmacie, ma anche di banche e professioni, i farmaci da banco potranno essere venduti anche nella Grande Distribuzione organizzata.

La vendita sarà permessa solo durante l'orario di apertura dell’esercizio commerciale, in un apposito corner della salute, separato dagli altri settori, con l'assistenza di un farmacista laureato ed iscritto all’Albo.

Viene introdotta la libertà di sconto sul prezzo dei farmaci,indicato dal produttore o dal distributore sulla confezione, e quindi il distributore al dettaglio potrà praticare lo sconto liberamente, purché esposto in modo leggibile al consumatore e praticato a tutti i clienti: si abolisce così il tetto massimo di sconto del 20% introdotto dal decreto Storace.

Ora, se anche la presenza dei farmaci da banco nella Grande Distribuzione può rappresentare per l’utente un rischio dovuto ad una maggiore facilità nell’acquisto e ad un eventuale maggiore consumo, occorre sottolineare che anche la farmacia non è ancora un presidio sanitario bensì un esercizio commerciale dove il ruolo professionale del farmacista non sempre è svolto indipendentemente dall’interesse economico aziendale.

Se quindi è lecito e corretto ricorrere ad una effettiva concorrenza per ottenere una riduzione del prezzo nell’acquisto di farmaci ( prezzo fissato direttamente dal produttore senza alcuna mediazione governativa ) è ancora più necessario educare l’utente alla propria salute, cioè dare alle persone gli strumenti adeguati per poter scegliere le azioni migliori per il conseguimento del proprio benessere.

Bisogna infatti tenere ben presente che nel mercato farmaceutico il cliente finale non ha alcun potere di scelta, in quanto è strettamente dipendente dalla scelta che fa per lui il medico per i farmaci soggetti all’obbligo della ricetta medica oppure è fortemente condizionato dalle lusinghe del messaggio pubblicitario che lo convincono a ricorrere ai farmaci per mantenere sempre efficiente il proprio corpo, medicalizzando così qualsiasi genere di disturbo anche di tipo relazionale e non necessariamente patologico.

Una via per coniugare autocoscienza ed economicità potrebbe essere quella di spingere ad utilizzare in maggior misura il farmaco generico che ha un prezzo inferiore almeno del 20% rispetto alla specialità di marca; ma una concorrenza maggiore fra i farmaci sarebbe praticabile sostenendo l’utilizzo dei farmaci generici attraverso l’indicazione sulla ricetta del solo principio attivo e non del nome della specialità, incrinando è vero il principio di autoreferenzialità del medico ma restituendo almeno in parte dignità professionale al farmacista quale esperto del farmaco e riequilibrando sia pur in piccola parte il rapporto medico-paziente sul piano del corretto uso del farmaco.

Il contributo del farmacista al corretto utilizzo dei farmaci da banco acquistati nei supermercati deve significare non solo la presenza formale del farmacista nel reparto ma anche una sua azione seria e continua di educazione al consumo corretto e consapevole di alimenti e farmaci nella Grande Distribuzione.

Questa azione informativa e critica sui farmaci, per essere veramente efficace, va quindi effettuata non soltanto insieme alla loro vendita ma soprattutto al di fuori della stessa, in forma interattiva insieme ad esperti ed in gruppi di non più di 25 persone.

Coloro che sono interessati a partecipare gratuitamente agli incontri organizzati dal Gruppo “Salute è Benessere” possono telefonare allo “Sportello della salute” in via delle Torri 23 tel. 055.2767147 nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 14,30 alle 17.30.

Marcello Matteini

farmacista del Gruppo “Salute è Benessere”.