Intervento di Piero Nesi

I congressi sono un punto, un valico, in cui si riesce a vedere il percorso fatto e quello da fare. Questo congresso possiede questi elementi di giudizio. Vorrei partire da come si è impostato questo congresso. Faccio un esempio. Qualche giorno fa ho visto in tv un servizio sulla Finlandia dove  esiste una legge contro le recinzioni. Che c’entra con il congresso? C’entra perché arrivo qui e trovo un congresso che si svolge a mozioni che per me sono reticolati. Non si possono presentare ordini del giorno, ti obbligano a schierarti, se non voti non sei riconosciuto come soggetto e questo dal punto di vista della democrazia è estremamente grave, ecco perché vorrei vivere l’emozione e non le mozioni…

Sono abituato a lavorare diversamente in questo partito. L’elemento di sintesi dovrà tornare ad essere il partito e non le seggiole o le candidature e questo si fa se c’è un progetto condiviso. Intanto riappropriamoci della cultura della concretezza ovvero esserci per fare. Questo ci ha distinto dagli altri, qui si viene per progettare insieme il nostro futuro e il futuro del partito.

Questo nel congresso non lo vedo, mi sembra un congresso dei “culi di pietra”. Andiamo oltre e recuperiamo insieme la capacità di presentarsi alla gente non per battere l’avversario ma per vincere. Vincere significa affermare i propri valori, i propri progetti. Per questo ho parlato prima di valico. Solo con un progetto condiviso  torneremo a far sì che l’elemento di sintesi ritorni ad essere il partito, l’elemento più grande della democrazia sia il coinvolgimento individuale della gente e l’adoperare la propria intelligenza in maniera collettiva. Questo è un po’ il modo in cui vorrei tornare a lavorare.

Rifletto anche come dirigente di movimento all’interno dell’Arci dove sto diversamente. Le Cdp sono anche un elemento di progettazione assieme alla gente; questo fa si che le cdp diventino un momento di discussione democratica. In questo modo il tessuto tiene anche di fronte a battaglie, la Toscana ha retto perché c’è il patrimonio delle cdp che da questo punto di vista danno un grande contributo. Se le mettiamo tutte insieme fanno moltissimo, sono rimaste l’unico luogo della politica e vorrei che il partito tornasse ad essere il luogo della politica. Qui abbiamo una sezione che funziona ma torno a dire che le mozioni servono a poco, resto dentro ma con grande fatica, ho un altro   modo di lavorare ed ho la speranza che si torni ad un partito che costruisca un progetto. Concludo con una citazione del poeta Tagore;  “se la sera fa buio ed il  sole se ne va non piangere altrimenti le lacrime ti impediranno di vedere le stelle”. La materia prima c’è,  un grande partito ce l’ho alle spalle,  si tratta di vezzeggiarlo e di farlo tornare ad investire la gente per costruire un progetto per tornare a vincere. E con questo vi ho detto quale mozione voterò.