Ho letto la vostra lettera aperta, un documento assai complesso e che richiederebbe una lunga discussione.
Intanto vi faccio osservare che la vostra posizione è quella di una parte attiva del grande movimento altromondista, assai diversa da quella della maggioranza DS, che considera il movimento come un interessante fattore di proposta culturale e di pressione politica, con cui confrontarsi, mantenendo però il proprio ruolo di mediazione tra gruppi di pressione diversi e spesso contrastanti.
Purtroppo nella realtà concreta i gruppi di interesse e di potere, democratici e legittimi di solito, talvolta non abbastanza trasparenti o occulti, si rapportano a notabili e realative clientele che assumono le decisioni concrete al di fuori degli stessi organi democratici del partito. In questo contesto associazioni e movimenti rischiano di essere delle lobbies come le altre.
Ma la democrazia si basa sulla partecipazione dei cittadini, tutti, anche quelli non associati, anche quelli deboli ed emarginati, che non sono in grado farsi sentire, di fare movimento. E qui vengo a quello che mi sembra un nodo da sciogliere.
Va bene ascoltare e coinvolgere la società organizzata, ma bisogna andare oltre: favorire in tutti i modi la partecipazione di coloro che comunque restano fuori.
Non basta che le scelte locali siano assunte dalle istituzioni sotto pressione dell’associazionismo democratico, bisogna trovare degli strumenti di democrazia che garantiscano la partecipazione a tutti i cittadini in qualche modo interessati.
Ruolo dei partiti e movimenti di sinistra deve essere anche lo stimolo alla partecipazione e non solo l’assunzione di rappresentanza di interessi negletti.
Nel complesso il vostro documento mi piace e ritengo che possa costituire uno stimolo efficace alla costruzione di quella rete, di cui le istanze di partito sono nodi tra gli altri, di cui parliamo da troppo tempo senza mettersi concretamente all’opera.
Gianfranco Tomassini (Sez.Pasolini DS)