Documento della Unità di Base DS “Ernesto Balducci” - Isolotto
per un "Ulivo aperto alla società" dopo Piazza S. Giovanni

Per un rinnovato impegno a favore dell’unità delle forze di centrosinistra

Per un rilancio del progetto dell’Ulivo

Per un rinnovato rapporto dialettico fra i DS e la società

La manifestazione del 14 Settembre a Roma ha segnato un punto di snodo per il corso della politica italiana ed in particolare per il centrosinistra.

La presenza in piazza S. Giovanni di centinaia di migliaia di militanti dei partiti del centrosinistra e ds in particolare a fianco di altrettanti cittadini che manifestavano richiamati da associazioni e movimenti per la difesa della costituzione e dello stato di diritto apre una nuova stagione in cui alle critiche spesso aspre seguite alla sconfitta elettorale e provenienti da vasti settori della società alle forze politiche del centrosinistra,  può sostituirsi un clima di rinnovata fiducia e di rafforzamento dell’Ulivo.

Elementi essenziali di tale trasformazione sono stati l’azione sempre più devastante sia sul piano istituzionale che sociale portato avanti dal governo Berlusconi che spingono sempre più alla ricerca di una unità d’azione fra le forze progressiste, ma anche segnali di disponibilità dei partiti al confronto verso tali critiche così come una accresciuta volontà da parte dei movimenti di assumere sempre più un ruolo di stimolo costruttivo nei loro confronti per un effettivo rinnovamento della politica.

E’ venuto il momento di accelerare tale processo di confronto per passare ad una fase di tipo propositivo sia riguardo l’elaborazione di un quadro di proposte alternative al governo di centrodestra sia riguardo un rinnovamento delle forme della politica che allarghi i processi di partecipazione sia nell’ambito più propriamente politico che in quello amministrativo: non dare risposte immediate a questa voglia diffusa di impegno nella vita sociale e politica di migliaia di cittadini significherebbe perdere l’opportunità di ridare vigore alla sinistra ed all’Ulivo, generando un nuovo clima di sfiducia poi difficilmente recuperabile.

L’Ulivo va allargato in forme da definire a tutte le forze politiche attualmente all’opposizione.

L’Ulivo ha dimostrato di possedere capacità di aggregazione che vanno molto oltre la somma dei singoli partiti.

Per questo L’Ulivo anche nelle sue espressioni di base non può essere solo la somma delle locali segreterie dei partiti ed allo stesso tempo non esisterebbe senza la presenza dei partiti.

Vanno sperimentate per questo forme nuove di fare politica idonee a superare progressivamente la diffidenza che molti cittadini hanno verso la politica ed i partiti in particolare ed a stimolare i partiti stessi ad aprirsi con fiducia alla società, superando la tendenza a chiudersi in una logica autoreferenziale derivante in larga parte dalla propria difficoltà a sviluppare un rapporto dialettico innanzitutto al proprio interno e conseguentemente verso la società.

Per fare tutto ciò occorre coraggio e creatività.

Il coraggio da parte di tutti a superare i limiti fissati dalla propria appartenenza senza rinunciare ad essa, la fantasia per trovare forme e modi per costruire insieme dal basso e localmente un processo unitario che faccia da sostegno ad un analogo processo sul piano nazionale.   

La festa de l’unità dell’isolotto è nata come forma di sperimentazione in questa direzione. Non è né un primo passo né a maggior ragione un punto d’arrivo in quanto si è collocata nell’ambito di un processo già avviato dai ds dell’isolotto in questi mesi.

Nostro obiettivo deve essere ripartire da tale esperienza e proseguire in quella direzione per cercare nuove forme di comunicazione e linguaggio fra partiti e cittadini.

Nostro obiettivo deve essere rafforzare il partito portando ad esso nuova linfa attraverso una sempre maggiore apertura agli stimoli ed alle richieste che sempre più provengono dalla società e di cui spesso i movimenti hanno saputo farsi interpreti.

Il direttivo dell’udbdsbalducci


 

Noi Ds contrari all’invio di truppe italiane in Iraq - Lettera aperta a Piero Fassino

Caro Piero,

stiamo seguendo il dibattito che si sta aprendo nell’Ulivo dopo l’approvazione all’ONU della risoluzione 1511 ed in particolare facciamo riferimento ad una serie di interviste tue e di altri leader del centrosinistra.

Prima che la guerra iniziasse importanti analisti ci avevano spiegato come questa guerra fosse resa urgente da esigenze di lotta al terrorismo in quanto il regime iracheno deteneva armi di distruzione di massa tali da poter colpire obiettivi anche molto lontani.

Ci era stato anche detto che la fase critica sarebbe stata quella del conflitto. Poi, quando tutto fosse rapidamente finito, il terrorismo sconfitto e le armi distrutte chi si era opposto a questa “missione”, per primi Francia Germania e Russia, sarebbe rapidamente salito sul carro dei vincitori che passata “l’ondata pacifista” avrebbero visto aumentare i loro indici di gradimento.

Il quadro che abbiamo di fronte ci sembra tutto un altro…

Le armi sono state solo pensate, il terrorismo sembra aver trovato in Iraq nuova linfa e basi proprio dopo la fine dichiarata della guerra e, alla lunga, proprio nei paesi promotori dell’intervento armato strati sempre più ampi di opinione pubblica hanno acquisito coscienza dell’errore compiuto e dell’inganno perpetrato nei loro confronti dai governi attraverso il controllo dei “media”.

La risoluzione ONU 1511 voluta ora dagli Stati Uniti non per amore del diritto internazionale ma perché stremati da uno stillicidio di vittime e dalla constatazione che le “spese di guerra” non erano coperte come sperato dalle ricchezze naturali irachene è comunque un passo avanti.

Se poi per uscire dalla situazione di caos totale in cui è precipitato il paese è necessaria una presenza militare, che sia l’ONU in prima persona a guidarla: questa sì sarebbe una novità che potrebbe portarci a pensare che il quadro è davvero cambiato.

Solo in questo caso la sinistra potrebbe consentire una presenza militare mirata alla ricostruzione civile e politica dell’Iraq gestita da un governo autonomo e libero dalle truppe di occupazione.

Alla fine è caduto il dittatore Saddam ed è questo l’unico risultato veramente positivo, ma era questo il vero obiettivo di questa guerra? Quanti dittatori stanno affamando ed insanguinando i loro popoli nella totale indifferenza delle potenze occidentali e, talora, da esse direttamente sostenuti?

Caro Piero, noi ti chiediamo che la sinistra confermi la propria posizione contraria all’invio di truppe italiane in Iraq in linea con quanto hanno già preannunciato altri paesi europei fra cui Germania e Francia.

Dimostriamo agli italiani che la nostra politica è coerente con i valori che ad Assisi pochi giorni fa abbiamo espresso e con cui si sono identificati milioni di Italiani che hanno inondato le nostre strade di bandiere arcobaleno.

Tali valori e non l’uso della guerra sono i soli che possono indicarci la strada per superare i conflitti in modo efficace e duraturo e portare ad un vero equilibrio fra i popoli della terra.

Infine permettici di osservare che parlare come noi stiamo facendo in questi giorni nelle nostre sezioni di liste uniche per le prossime europee, quando su una questione decisiva come questa le forze politiche del centrosinistra sembrano fare a gara per marcare posizioni spesso antitetiche fra loro crea in noi notevole sconcerto. Impariamo a sviluppare il confronto nell’Ulivo ed a cercare una sintesi comune: sia l’Ulivo una risposta seria anche nella prassi della politica alle divisioni del centrodestra.

Ti ringraziamo dell’attenzione che potrai prestare a queste nostre opinioni e ti inviamo il nostro affettuoso saluto.

 

Firenze, 22/10/03                       comitato direttivo – unità di base DS “Ernesto Balducci” - Isolotto Firenze