PROGETTO PILOTA “RIFIUTI ZERO” A FIRENZE

Documento di identificazione

Il progetto ha la finalità di attuare un sistema di raccolta differenziata spinta su modello della cosiddetta strategia “Rifiuti Zero” in un settore della città, da estendersi poi, sulla base dei risultati ottenuti, anche in altri settori. Si ipotizza di attuare il progetto su un’area del territorio comunale che includa grosso modo una popolazione di 10.000 abitanti. L’area dovrebbe essere scelta tenendo conto della riproducibilità del progetto in altre aree.

Attraverso l’informazione e la partecipazione di tutti i soggetti interessati si intende creare una nuova coscienza collettiva sui problemi che riguardano sia la produzione dei rifiuti sia un nuovo e più sostenibile modo di consumare. Oltre che di gestione di rifiuti si dovrà quindi parlare di salvaguardia delle risorse mentre si fornisce un servizio che si occupi quotidianamente della raccolta degli scarti, così da avviare l’organizzazione di un sistema che tenda ad escludere la costruzione di nuovi impianti di incenerimento che per altro la stessa strategia “rifiuti zero” non contempla.

Al primo posto ci dovrà quindi essere la riduzione dei rifiuti, al secondo la separazione della frazione umida dagli stessi, al terzo la raccolta differenziata, al quarto il riuso e il riciclaggio.

Insieme alla riduzione dei rifiuti prodotti da cittadini e dal piccolo commercio, ottenuta anche attraverso l’eliminazione del cassonetto stradale (ove possibile) e l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta, si intenderà anche procedere alla formazione di accordi con le attività produttive, commerciali e del turismo presenti nella zona prescelta in modo da istituire sistemi di vuoto a rendere, minimizzazione degli imballaggi e/o ottimizzazione dei cicli produttivi. Nuovo dovrà anche essere il rapporto abitante-azienda di gestione rifiuti ed i sui dipendenti che dovrà essere improntato su una più capillare informazione reciproca e su una maggiore collaborazione; meno macchine, cassonetti e compattatori, più persone e rapporti umani.

Una volta identificata l’area del progetto ecco in successione i passi da compiere per la sua attuazione.

  1. individuazione e coinvolgimento delle parti interessate al progetto: uffici comunali e del quartiere interessati, cittadini attivi, comitati, associazioni senza scopo di lucro, associazioni ambientaliste, interculturali, tecnici specializzati nel settore, comunità di base, parrocchie, scuole, circoli ricreativo-culturali e/o sportivi, S.M.S., Fratellanze Popolari, istituzioni, università degli studi (nei settori di marketing, arte, architettura, scienze della comunicazione, ecc), Accademia di belle arti, aziende del settore gestione rifiuti del riciclaggio e del compostaggio, consorzi, rappresentanti sindacali, rappresentanti del commercio, delle strutture ricettive, degli ambulanti dei mercati rionali, rappresentanti della piccola industria, dei lavoratori autonomi e liberi professionisti, rappresentati della piccola e grande distribuzione, ecc
  2. riunione delle parti e sottoscrizione di un protocollo d’intesa in cui siano espresse le finalità della strategia “rifiuti zero”
  3. individuazione su pianta topografica dell’area oggetto del progetto pilota
  4. divisione in gruppi di lavoro articolati per fasi operative del progetto.

In questa fase la collaborazione dei soggetti interessati sarà il più possibile a titolo gratuito o del solo rimborso spese, per contenere i costi.

FASE OPERATIVA

1- Conoscere il territorio prescelto

Verranno utilizzate le fonti di dati territoriali già esistenti, eventualmente integrate con rapide indagini sul campo.

inoltre:

2- Informare ed educare

Mentre i vari gruppi di studio attuano una puntuale fotografia della zona e delle sue peculiarità non deve mancare l’informazione sul progetto. Essa deve essere fatta nei modi più vari: parlando con la gente in incontri pubblici, raccogliendo la loro opinione e i loro bisogni attraverso dei questionari, distribuendo opuscoli informativi nelle case, nelle scuole, negli uffici, banche, farmacie, poliambulatori, uffici postali, nelle edicole insieme a giornali e riviste, utilizzando i mezzi di comunicazione locali quali canali televisivi, radio, giornali ed anche internet.

Per questa prima opera di avvicinamento alla strategia “rifiuti zero” sarà fondamentale che tutti i soggetti coinvolti e in special modo le scuole e le istituzioni, si adoperino affinché tutte le informazioni siano veicolate con chiarezza e soprattutto con costanza nel tempo.

L’informazione non dovrà mai mancare, neanche una volta che il progetto sarà partito. Tutti devono avere chiaro il concetto che si sta costruendo una grande ed importante esperienza a cui è necessario partecipare con entusiasmo e fiducia nel futuro, perciò tutti dovranno essere aggiornati sui progressi della stessa. Per questo scopo sarà opportuna l’istituzione, fin dall’inizio, di un ufficio informazioni specifico per questi temi collocato nella zona prescelta, facilmente raggiungibile anche da disabili e anziani, con un numero telefonico da chiamare per chiarimenti e un indirizzo di posta elettronica. Si potrebbero utilizzare eventuali Centri di Documentazione se già esistenti in zona ed in seguito sviluppare ulteriormente un centro permanente che si occupi dell’educazione e della diffusione di informazioni riguardanti i temi del consumo critico, della salvaguardia dell’ambiente e delle risorse, del ciclo di produzione delle merci, ecc.

Per quanto riguarda la creazione di opuscoli informativi e dei calendari della raccolta differenziata andrà cercata la collaborazione delle Università fiorentine e dell’Accademia. Carta riciclata e stampe povere di metalli saranno maggiormente apprezzate. Ben venga una grafica accattivante ma è soprattutto importante che il materiale sia semplice, chiaro, leggibile e che tenga conto del suo impatto ambientale qualora venisse cestinato. Si tratterà di depliant informativi anche in varie lingue, poster, striscioni, comunicati giornali e radio, servizio di call center.

3- Mettere in pratica i cambiamenti

Una volta ottenuta la mappatura degli abitanti e delle attività della zona, unitamente ad indicazioni su grandezza e facilità o difficoltà di accesso a strade, piazze, corti e cortili interni, si procederà all’attribuzione del più appropriato metodo di raccolta eliminando il più possibile i cassonetti stradali e distribuendo sacchetti trasparenti. I sacchetti trasparenti servono per stimolare comportamenti virtuosi.

Insieme ai sacchetti ogni soggetto interessato riceverà il recipiente per la frazione umida e gli appositi sacchetti in mater-bi, la compostiera se richiesta (vedi progetto sul compostaggio domestico di Amici della Terra), piccoli recipienti per raccolta differenziata muniti di lucchetto per attività commerciali (per il vetro dei bar, per esempio) qualora si ritenessero indispensabili, e soprattutto sia un calendario che spieghi in modo semplice e inequivocabile i giorni e gli orari della raccolta differenziata porta a porta nonché i siti delle isole ecologiche (qualora ve ne siano), sia un questionario da riempire mensilmente per continuare a partecipare attivamente con proposte e reclami, e l’indirizzo, numero di telefono e posta elettronica da contattare per avere informazioni o fare reclami e proposte.

4- Riorganizzare il servizio di raccolta

Vi sono molte realtà da prendere ad esempio per questo aspetto. Altre città italiane hanno infatti già affrontato con successo questo tema ed è possibile acquisire informazioni più specifiche direttamente da esse.

In ogni caso nel progetto pilota “rifiuti zero” si dovrà passare da una raccolta fatta esclusivamente con cassonetti stradali e maxi compattatori ad un tipo di raccolta più capillare e ottimizzato a seconda delle reali esigenze della zona, senza cassonetti e con veicoli più piccoli. Il personale dovrà essere riorganizzato e soprattutto istruito ad un diverso rapporto con gli utenti. Si dovrà essere in grado di fornire informazioni, indicazioni e aiuto al contempo mantenendo la fermezza nell’esplicazione delle proprie mansioni. Il rapporto interpersonale sarà fondamentale per il buon andamento della raccolta; gli utenti non dovranno avvertire una costrizione nel modo di conferire i rifiuti bensì una collaborazione ad un progetto in cui ognuno fa la sua parte.

Sarà anche fondamentale applicare un sistema tariffario il più equo possibile, in base al principio secondo il quale chi più produce rifiuti più paga. Vi sono sistemi di attribuzione di codici a barre, tessere magnetiche o altri sistemi di calcolo di sconto già applicati altrove che potranno essere sperimentati anche nel nostro caso una volta che la raccolta differenziata sia a regime.

5- Tariffa

La tariffa, da variare con apposita ordinanza, dovrà essere ridotta del 20-25% nella zona interessata al progetto pilota, anche legandola a diversi e successivi scaglioni temporali in cui si stabilisca il raggiungimento di specifiche percentuali di raccolta differenziata.

 

* Per i punti sopraelencati (1- 5) si dovrà tener conto della presenza di cittadini stranieri e quindi, dovrà essere attivata una collaborazione con i rappresentanti delle varie comunità in modo che tutte le informazioni siano veicolate correttamente. Tutto il materiale dovrà quindi tener conto della possibilità di essere tradotto in più lingue.

6 - Costi del progetto

Secondo quanto sopra esposto le principali voci di costo del progetto possono riassumersi in:

1- Analisi della situazione attuale

2- Formazione e Informazione

3- Operazioni di raccolta

4- Kit per le raccolte da distribuire ai cittadini e attività commerciali (sacchetti, sacchi di carta, compostiere, bidoni vari)

5- Sistemi di quantificazione del rifiuto conferito (etichette con codici a barre, lettori, software per raccolta, archiviazioni e calcolo dati)

6- Realizzazione di piccole isole ecologiche

per un investimento totale non inferiore ai 75.000 euro.

Tale cifra non rappresenta un aggravio del costo del trattamento dei rifiuti bensì un importo necessario all’avvio di un nuovo programma che una volta a regime ed esteso ad altre zone diventerà vantaggioso.

La voce di risparmio, rispetto allo scenario attuale, è costituita prevalentemente dallo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, il cui costo attuale è pari circa al 59% del costo totale del ciclo.

Nel bilancio di previsione del progettosaranno consideratii costi, i risparmi di gestione, e gli investimenti del comune, gli investimenti dell’ente gestore, i contributi dalle sponsorizzazioni.

7- Stesura del progetto

Sarà l’ente gestore – Quadrifoglio -che si occuperà della stesura del progetto (tale stesura e suasperimentazione andrebbero a vantaggio del miglioramento dell’organizzazione aziendale e a beneficio della sua immagine) che dovrà in seguito essere discusso e condiviso con i proponenti del progetto pilota stesso e con tutti coloro che sul territorio si occupano a vario titolo di rifiuti.

 

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