Vi segnalo un articolo di Alessandra Daly che esce in questi giorni su Informa-Q4 il giornale del Quartiere 4 (numero di dicembre pag 12).
Il tema dell'"esperienza del 14 ottobre" (due mesi fa ne eravamo alla vigilia) è stato naturalmente un po' superato dalle tante cose che si sono poi susseguite.
Mi sembra comunque importante che su un giornalino che va in tutte le famiglie del quartiere venga riproposta quella che è stata sicuramente una grande esperienza politica sia a livello collettivo che per ciascuno di noi... Una esperienza che il curatore del giornale Informa Q4 ha chiesto di raccontare ad Alessandra per conoscere in particolare le impressioni di una persona proveniente da esperienze di movimento ed associazionismo. Impressioni che partendo da quella esperienza si proiettano direttamente nel futuro ed in particolare in un nuovo modo di intendere la politica. un saluto leonardo
Partito Democratico
Nel Q. 4 in 7000 votano alle primarie
Il sorprendente successo di una lista costruita dal basso
La grande partecipazione dei cittadini alle cosiddette primarie del Partito Democratico ha fornito delle indicazioni significative in particolare nel nostro quartiere dove hanno votato circa 7000 cittadini, in pratica un abitante su 10.
Penso che questa considerazione sia valida a maggior ragione per la lista per cui mi sono candidata. "A sinistra per Veltroni" che nel nostro quartiere è risultata seconda nella votazione "nazionale" e prima in quella "regionale".
Il consenso alla nostra lista in parte non ci ha però stupiti perché nei giorni precedenti il voto, nelle occasioni di incontro con i cittadini, nei colloqui con le persone incontrate mentre distribuivamo i volantini, ci eravamo resi conto di quanto le persone del nostro quartiere hanno ancora a cuore la parola sinistra per ciò che essa ha significato e significa appunto ancor oggi: combattere le discriminazioni, promuovere i diritti fondamentali, eliminare le disuguaglianze, fare in modo che gli interessi di tutti vengano prima di quelli personali.
Accanto ai contenuti inoltre ciò che ci ha premiato penso sia stato anche il metodo. Abbiamo “costruito” la nostra lista infatti a partire dal territorio, dopo una serie di incontri aperti a chiunque avesse voluto partecipare, scegliendo di candidare anche molte persone giovani o che non avevano mai vissuto un'esperienza di partito come me, ma estremamente convinte dell'importanza della partecipazione dei cittadini alla vita politica. Abbiamo inoltre affrontato la “campagna elettorale” con entusiasmo, cercando di parlare con le persone che incontravamo là dove esse vivono, nei numerosi circoli del nostro quartiere o al mercato dell'Isolotto, davanti ai supermercati della zona o al giardino di Villa Vogel, ma ancor più disponibili ad ascoltare perché ci siamo resi conto che le persone avevano prima di tutto voglia di questo, di dire cosa è importante per loro, cosa non gli torna e cosa si aspettano da dei politici che vogliono eleggere per poi sentirsi realmente rappresentati.
Devo dire che tutto ciò ha contribuito anche a rafforzare la mia scelta di impegnarmi per questo partito nuovo. Infatti quando gli amici della sezione Ds Balducci dell'Isolotto mi hanno chiesto di candidarmi per la lista in un primo tempo sono stata un po' titubante perché la mia esperienza è sempre stata in questi anni all'interno dell'associazionismo e ho sempre pensato che anche questo era un modo di fare politica, come lo sono le tante forme di cittadinanza attiva o addirittura certe scelte quotidiane consapevoli, come quando facendo la spesa non acquistiamo certe merci che sappiamo prodotte senza rispetto per i diritti dei lavoratori per esempio. Tuttavia in una fase come quella attuale, di crisi della democrazia rappresentativa con il progressivo snaturamento e svuotamento dei partiti a cui non ha corrisposto a mio parere un impegno civile sostanzioso dei cittadini, che spesso sono rifluiti semplicemente nel loro privato, mi è sembrato un'opportunità da non far cadere quella di contribuire alla nascita di un partito che si prefigge di riportare i cittadini alla passione politica intesa come servizio e come partecipazione. Ovviamente ciò che mi ha aiutato a scegliere è stato anche che la proposta mi veniva da persone con le quali avevamo già in passato collaborato su temi per me importanti come la solidarietà internazionale, l'ambiente, il consumo critico, da una sezione Ds dove mi pareva che in un certo senso lo spirito del PD fosse già presente da tempo come dimostra anche la scelta del nome di Balducci o le tante iniziative promosse con l'intento di superare le esasperazioni dell'identità che portano alla chiusura per confrontarsi sul terreno della laicità come metodo di coesistenza tra varie visioni della vita e delle culture.
E veniamo all'oggi, alla fase costituente. Importanti saranno ovviamente i temi, che dovranno partire dalle reali necessità delle persone ma che dovranno avere lo sguardo lungo che richiede un progetto che abbia l'ambizione di consolidarsi nella nostra società.
Ma altrettanto importante sarà il metodo. Come ho già accennato all'inizio, credo che questo partito sarà riconosciuto come nuovo dalle persone solo se dimostrerà davvero di saper ascoltare, per esempio ripartendo dai territori nella costruzione delle candidature, ma soprattutto trovando le più varie forme di “ascolto”, come potranno essere i forum tematici o altre forme di consultazione della cittadinanza, ma comunque di reale ascolto e quando dico reale intendo dire che chi esprimerà la propria opinione dovrà avere la percezione di essere preso in seria considerazione qualunque sia il suo livello di appartenenza al partito, iscritto o elettore del PD o qualsiasi altra forma sarà individuata.
Forme nuove inoltre potranno più facilmente essere individuate se si svilupperà anche tra noi costituenti, che proveniamo da esperienze diverse, un confronto autentico. Credo infatti che così potranno più facilmente nascere soluzioni innovative che magari discutendo fra i soliti si potrebbero non intravedere.
Come avrete capito il metodo dell'ascolto e del confronto è per me importantissimo. Poi certo ci vorrà chi farà la sintesi, chi si assumerà la responsabilità delle scelte, ma una buona politica non dovrebbe mai prescindere dal confronto con coloro che vogliono dare il proprio contributo e questo dovrà valere all'interno del partito come dovrà valere nei confronti dei cittadini che dovranno sentire di essere ascoltati da chi è impegnato in questo partito. Questo sarà possibile quanto più le regole saranno chiare e condivise. E forse così la politica riacquisterà la fiducia di cui ha bisogno.