FORUM su FORMA PARTITO e PARTECIPAZIONE di FIRENZE
Il Forum sulla partecipazione e forma del partito di Firenze ha ritenuto importante approfondire alcuni aspetti che ritiene rilevanti nella costituzione e per la vita stessa del Partito Democratico.
Il lavoro svolto ha evidenziato la necessità di svolgere riflessioni su tre filoni in particolare:
cultura, politica e formazione;
struttura e forma del partito;
trasparenza nell'azione politica, ricambio e selezione degli eletti e funzionari.
Gli argomenti sono stati elaborati singolarmente per poi darne una sintesi unitaria che possa essere uno strumento di lavoro nella creazione del Partito. Di seguito riportiamo l'esito del lavoro svolto.
(1) CULTURA, POLITICA E FORMAZIONE
L'obiettivo del gruppo di studio era compiere alcune riflessioni sulla cultura e sulla formazione come processi ineludibili per il rinnovamento della politica tout court e per il Partito Democratico in particolare.
Riflessioni sulla cultura - Il concetto di cultura è stato declinato in due modi: cultura ‘alta' e cultura socio-antropologica. Ci è parso utile fare un passo indietro – o, meglio, cambiando approccio: laterale – rispetto al dibattito prevalente sulle culture politiche. Per capirci: invece di riflettere sulle culture politiche che compongono il Partito Democratico (socialista, cattolica, etc.) ci siamo concentrati su alcuni tratti della cultura italiana che – al di là delle scuole di pensiero – influenzano la partecipazione politica, la formazione della classe dirigente, la costituzione di una sfera pubblica in generale. La cultura ‘alta' – educazione, istruzione, formazione – è il mezzo (ma pure fine in sé) per ricostruire processi politici virtuosi capaci di costituire un minimo comune denominatore di conoscenze, idee e valori all'interno del PD.
Riflessioni sulla formazione - È stata sollevata la necessità di chiarire il significato della parola ‘formazione'. È emersa una concezione ‘larga' del termine che può essere tradotta con l'espressione occasioni formative : dibattiti, incontri, riunioni e iniziative varie. È stata individuata la necessità di abbattere le barriere sociali, culturali e logistiche che possono ostacolare la fruizione generalizzata di queste situazioni formative sui generis .
In particolare è emersa la barriera centro/periferia. La residenza in luoghi in cui non vengono promosse iniziative di sostanza può essere lenita attraverso le potenzialità comunicative delle rete; l'opportunità di scaricare da un sito web articoli, resoconti, filmati, registrazioni etc. pare un mezzo utile. Se la fruizione e il coordinamento delle iniziative è ben pensato (e progettualmente efficace) può essere un valido sostegno alla diffusione e alla condivisione della nascente cultura del partito democratico.
Si ritiene tuttavia necessaria la costruzione di una formazione in senso stretto, più strutturata - ma che mantenga un'apertura sostanziale. In questo caso sono emersi due punti di vista: una formazione inclusiva, che non divida cioè tra iscritti, dirigenti ed eventuali simpatizzanti; una formazione mirata per dirigenti e amministratori - puntando sulle occasioni formative (incontri a tema) per la formazione allargata.
Riflessioni su ULIBO - Alcuni partecipanti hanno scritto, con entusiasmo, della loro esperienza ad Ulibo ( www.ulibo.it ): la location della scuola (un casolare sulle colline bolognesi) ricreava un clima ideale; i programmi spaziavano in una pluralità di discipline; i docenti erano di primissimo livello. Oltre all'esperienza della scuola bolognese ne sono state individuate altre: la scuola politica di Libertà e Giustizia ( www.libertaegiustizia.it );il CFP - Centro di Formazione Politica di Milano( www.formazionepolitica.org ).
ULIBO è stata chiusa. Quindi una bella esperienza è venuta a mancare. Forse una “Scuola” deve essere costruita in un modo diverso. Forse potremmo cimentarci in un'impresa meno grande, meno difficile da gestire, meno glamour . Forse è opportuno partire da qualcosa di più piccolo, facendo sì che cresca piano piano e si irrobustisca via via. Il corpo docenti di Ulibo era composto da 206 persone; forse troppe da coordinare.
PROPOSTA : la Scuola Toscana del Partito Democratico
Per aiutarci ed entusiasmarci ci siamo immaginati un approdo ideale: la costituzione della Scuola Fiorentina (Toscana) del Partito Democratico . Un luogo in cui gli esperti locali condividano le loro competenze (in maniera chiara, comprensibile) con iscritti ed eletti.
Valorizzazione degli esperti locali - L'idea di valorizzare le ‘teste' locali ci è parsa preferibile – e più realizzabile - rispetto a quella che (a una prima superficiale analisi) è stata alla base di due esperienze citate: ULIBO e CFP. I docenti di queste scuole sono personalità di indubbio valore; personalità che tuttavia esercitano costantemente la parola pubblica su giornali, settimanali, televisioni, riviste specializzate. Perché non valorizzare il contributo di persone – magari altrettanto brave – che normalmente non sono, per così dire, sulla cresta dell'onda? Queste persone, inoltre, potrebbero dare un contributo maggiore alla vita della scuola e del partito - in termini di presenza e di vicinanza.
PROPOSTA : il Centro Studi Toscano del Partito Democratico
Oltre alla scuola, è emersa la necessità di costituire un Centro Studi, ubicato nello stesso sito. Le due istituzioni costituirebbero un polo di scambio di idee e di necessaria sintesi.
Opportunità logistiche nell'area fiorentina - A Firenze c'è un'area in cui sono già concentrate istituzioni deputate alla produzione e diffusione della conoscenza. Nel raggio di pochi chilometri sono dislocati: Istituto Universitario Europeo (forse l'istituzione più importante in Europa); il Centro studi della CISL; la Georgetown University (che prepara figure professionali per il Congresso degli Stati Uniti). Quindi c'è già una “Collina della Conoscenza” che forse sopravanza in partenza le colline bolognesi.
Trasparenza e meritocrazia: un processo virtuoso - Per favorire un processo trasparente e virtuoso, sarebbe auspicabile che la Scuola e il Centro Studi prendessero corpo seguendo alcune procedure “pubbliche”:
Costituzione di una commissione di esperti (personalità della cultura, del partito, di associazioni esterne) – nessuno dei quali entrerà nel board dei coordinatori.
Pubblicizzazione: invito delle candidature per il board della scuola attraverso un bando pubblico.
Scelta da parte della commissione di esperti di 10 persone che formeranno il board dei coordinatori.
Nomina da parte del board del coordinatore della Scuola e del Centro Studi sulla base di un progetto verificabile per un arco temporale definito.
Il percorso tematico per la costituzione della Scuola e del centro studi - Per giungere alla realizzazione della scuola e del centro studi riteniamo sia utile immaginare un percorso di iniziative tematiche via via più articolate. Il Forum potrebbe raccogliere e formulare alcune proposte concretamente realizzabili in tempi ragionevolmente brevi. Alcuni temi individuati sono:
il rapporto tra cultura scientifica e politica;
il ruolo degli intellettuali nella politica;
il ruolo del giornalismo e dei mass media nella formazione dell'opinione pubblica;
la conquista di una nuova cittadinanza sociale, culturale e politica.
la cultura del ‘particolarismo' e la formazione di un nuovo senso civico
PROPOSTA : convegno “Una testa, un libro” come primo passo per promuovere la nascita della Scuola
Come iniziativa puntuale proponiamo: l'organizzazione di un convegno di mezza giornata. Alcuni bravi relatori parleranno di un libro che ritengono fondamentale per comprendere la realtà politica, sociale, economica, culturale, storica. Il libro non deve necessariamente appartenere all'area delle Scienze Sociali; potrebbe essere anche un romanzo. Anche ogni partecipante al convegno porterà il suo libro fondamentale. Tutti i libri saranno donati e andranno a costituire il primo nucleo della Biblioteca della Scuola Fiorentina (Toscana) del Partito Democratico. L'elenco dei libri e dei donatori apparirà: su siti web collegabili al Partito Democratico; in articoli di giornali nazionali e locali. L'iniziativa è innovativa, propulsiva, semplice da realizzare e da comprendere. L'idea alla base dell'iniziativa si collega alle riflessioni del gruppo e allo spirito generale che anima il forum. Dallo slogan “Una testa un voto” si passa a “Una testa un libro”. In questo modo si cerca di valorizzare il contributo individuale dei cittadini che hanno partecipato alle primarie anche in termini di idee, di vissuto. È un modo semplice per rendere le persone protagoniste. L'iniziativa, inoltre, permetterebbe di tracciare una mappa culturale dei partecipanti.
(2) Struttura e forma del Partito
(1) Riflessioni iniziali: il PD e la partecipazione
La partecipazione , necessariamente legata alla comunicazione, alla circolazione delle idee, è un processo che presuppone la trasparenza nella formazione delle decisioni, e nella individuazione dei gruppi dirigenti; il contributo di tutti i partecipanti deve potersi confrontare con chiunque, sia esso un cittadino, un eletto, un dirigente; deve esistere un luogo di risposta, di scambio, dove il singolo trovi accoglienza alle proprie istanze.
(2) Gli obbiettivi nella formazione del Partito
(a) Un partito con ambizione maggioritaria nel paese. Primo obbiettivo la capacità di dialogare con la societa' nel suo intero, pur rappresentandone una parte, condividendo i valori fondanti del bene comune, del progresso solidale, promovendo lo sviluppo delle competenze e qualità dei singoli, promovendo i comportamenti socialmente virtuosi (cittadinanza attiva).
(b) Centralità della persona, organizzazione e radicamento nel territorio. Priorità sarà quella di ridare centralità alla persona rispetto all'organizzazione. Ovvero chi vuole partecipare deve poter contare. Per partecipare è necessaria però una organizzazione che sia in grado di assicurare il montaggio dei gazebo così come di creare i luoghi in cui possano essere "pensate" le forme della partecipazione. Per questo sarà essenziale recuperare quanto di positivo i vecchi partiti ci lasciano in eredità: il radicamento sul territorio da sviluppare attraverso la crescita della conoscenza, della coscienza sociale, della integrazione fra le generazioni. Un contributo determinante potrà venire dalla partecipazione al processo formativo dei giovani , che potranno portare nuove energie e mettere in compartecipazione con gli anziani la loro capacità di utilizzo dei mezzi tecnologici.
(c) Direzione politica capacità/velocità di decisione. L'elezione diretta dei segretari, consegna nelle loro mani una responsabilità: quella delle decisioni. Questo è necessario per attivare una democrazia che sappia decidere, e che arrivi a decidere in tempi certi e seguendo procedure inclusive e trasparenti.
All'eletto va riconosciuto il diritto ad esercitare il mandato , con obbligo di consultazione e di risposta. Il mandato sarà sempre a tempo , sarà verificato in base al successo del progetto ( programma di mandato ), bilanciato da organismi di garanzia ( resoconto pubblico a metà mandato).
(d) Parità di genere/Rinnovamento del ceto politico. 50% di donne , quota destinata a superare l'arretratezza del mercato del lavoro in Italia, dei servizi alla famiglia, per una maggiore attenzione ai “tempi della vita”. A fianco della questione di genere vi è poi il più generale tema del rinnovamento del ceto politico, che assicuri un ricambio anche generazionale di classe politica e inverta allo stesso tempo la tendenza al formarsi di un insieme di professionisti della politica decisamente eccedente le necessità del paese. Per una proposta normativa che assicuri l'attenzione a queste esigenze si veda più sotto.
(3) La struttura del Partito
Due parti distinte nei compiti :
gli eletti nelle primarie (sia come Segretari che come “delegati”): direzione e formazione della classe dirigente nei vari livelli disposti VERTICALMENTE , corrispondenti a quelli istituzionali (nazionale, regionale, provinciale, cittadino).
di presidio territoriale, di sportello di servizio (banchino), distribuiti ORIZZONTALMENTE gli iscritti, i cui livelli essenziali di associazione saranno :
Le unità di base (circoli)
I forum
Questi livelli potranno coordinarsi e strutturarsi in ambito più ampio a livello provinciale (territoriale).
(a) I Circoli di Base. Il Partito si organizza in Circoli o Unità di Base.
Ciascuna Unità di base avrà autonomia economica con proprie tessere di adesione, provvederà ad eleggere propri coordinatori, ed un direttivo. L'autonomia è funzionale alla collaborazione diretta nel lavoro politico con associazioni di volontariato .
Conferenze di organizzazione, convegni tematici possono sostituire alcuni compiti dei congressi: lasciando a questi la ratifica, non formale, di quanto non viene deciso a mezzo di “primarie” o di votazioni nazionali e locali.
I circoli potranno attivare gemellaggi con altri di altre regioni al fine di scambiare esperienze e verificare la validità da quanto elaborato da ciascuno.
I circoli dovranno essere l'elemento base della trasparenza di quanto avviene nel partito attraverso un uso innovativo del web , per mantenere aperto il dibattito, per tenere vicino persone distanti, sole o semplicemente con poco tempo a disposizione.
La forma partito sarà aperta in modo trasparente a tutti coloro che desiderino apportare contributi in linea con i valori presentati nello Statuto e che non siano in contrasto con i principi riportati nel Codice Etico. I circoli di base saranno dunque i luoghi di connessione fra l'area vasta del cittadino-elettore e - sopratutto attraverso lo strumento dei Forum - l'insieme del partito.
(b) I Forum. A livello di unità territoriale dovrà essere prevista l'attivazione di forum permanenti (come Osservatori) sulle principali tematiche politiche e del territorio.
I forum dovranno essere strutture dotate di autonomia e, dove si può, di sedi stabili. Devono essere soggetti riconoscibili pubblicamente, aperti anche ai non aderenti, presieduti da personalità di indiscusso valore. Ad essi va dato lo spazio della ricerca di pensieri, proposte, scenari nuovi, futuri e lunghi. E tuttavia dovranno essere il luogo privilegiato per istruire le discussioni che poi, su questioni controverse, dovranno portare successivamente alla decisione di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori-cittadini. I forum dovranno cavalcare il difficile confine tra partito e società.
Oltre ai forum permanenti ve ne potranno essere altri di durata limitata ad una campagna (referendaria, di proposta di legge popolare, su grandi opere infrastrutturali) o ancora sperimentali come Laboratori (verifica sul campo della libera circolazione delle idee e delle persone nel partito).
Dovrà esistere uno stretto legame fra i Forum ed i circoli di base che singolarmente o associati in gruppi (esempio un quartiere) dovranno avere propri partecipanti all'interno di ciascun forum per attivare un interscambio di esperienze e conoscenze all'interno di tutta la struttura del partito. Vi dovrà essere uno stretto collegamento fra i Forum e gli organismi del partito . Le proposte saranno esposte alle strutture di livello istituzionale (Segretari, Assemblee degli eletti) del PD, in quanto promotore, con “dovere di lettura” e in alcuni casi con “dovere di risposta” . Dopo questo vaglio politico, queste potranno essere sottoposte al giudizio degli elettori “primari” PD per mezzo di referendum interni (eventuali documenti di minoranza dovranno essere garantiti nel dibattito).
(c) Lo strumento primarie come elemento di partecipazione attiva su cui strutturare il nuovo partito. Il termine primarie è quello con cui il "cittadino elettore" ha sinora identificato una qualsiasi forma di decisione presa con votazione segreta da una intera platea di elettori.
La conoscenza e la trasparenza di accesso alle informazioni sono elementi indispensabili per garantire validità a questo meccanismo: sarebbe inutile contare su partecipazioni di massa senza adeguata preparazione. Un uso inappropriato, troppo frequente potrebbe rendere sterile tale strumento.
PROPOSTA: Partendo dalle precedenti considerazioni discende la necessità di costruire tipi diversi di platee che con il metodo delle “primarie” possano avere gli elementi di merito per esprimersi di volta in volta:
Candidato presidente del consiglio, il sindaco ed il presidente della regione: primarie di coalizione
Segretario Nazionale, Candidati al Parlamento nazionale e su grandi scelte in particolare di carattere etico e sui diritti : primarie interne al PD (albo dei votanti)
Altre platee ( fra cui la platea degli iscritti) potrebbero dare risposte ad altre scelte. Scelte più specifiche o legate a rendere più efficace l'azione del partito.
Potrebbero essere utilizzate anche metodologie innovative quali possibilità di voto telematico, telefonico, possibilità di voto anche in luoghi di grande affluenza quali centri commerciali etc.
(d) La Forma – Partito e la platea delle primarie. Altro elemento di indirizzo dovrà essere quello di creare una struttura che sempre più saprà porsi in rete con la società mutuandone essa stessa le modalità orizzontali di comunicazione e di elaborazione delle decisioni.
Un partito dunque che intenda la politica non in forma di piramide [una base che esprime via via un livello sempre più ristretto di direzione politica] ma come un insieme di nodi su una rete, avendo come propria risorsa le conoscenze e competenze delle persone; un “insieme” a cerchi concentrici (sullo stesso piano):
un corpo vasto di “cittadini attivi” non solo nel momento elettorale ma anche in comportamenti quotidiani fatti di piccole scelte (dalla raccolta differenziata della nettezza, con la spesa ed i consumi consapevoli, con comportamenti solidali)
un corpo intermedio di cittadini che dedicano con passione un maggior tempo alla politica
una classe dirigente formata alla tecnica della politica e dell'amministrazione, capace di ascoltare, dialogare e dar voce a tutti i cittadini elettori.
(4) Le forme di adesione
(a) Il cittadino elettore – attivo. Sono i cittadini che intendono dare corpo e spazio ad una nuova figura di cittadino – utente -partecipante.
PROPOSTA: fornire a richiesta una PRIMARIA-CARD (sul modello socio coop) con banda magnetica valida a livello nazionale [per la certezza del voto], risultante dalla iscrizione aperta agli elenchi del PD.
Una carta che li porterebbe ad essere la “platea vasta” delle primarie, ed in momento diverso (naturalmente restringendosi) ad eleggere il coordinatore provinciale e comunale.
Una “Card” che possa dare accesso [tramite password ] ai siti virtuali e fisici del partito potendo così partecipare ad esprimere una opinione in merito a quesiti nazionali o locali, contribuire con idee, chiedere informazioni. Ogni circolo del PD dovrà per questo avere accesso alla rete internet ed essere a servizio dei cittadini elettori che ne facciano richiesta.
(b) Gli iscritti ai circoli di base. Si tratta di una adesione con tessera locale alle strutture di base del partito, riconosciute nelle varie forme che possono assumere nel tempo dal livello territoriale (provinciale). Gli iscritti costituiscono una platea più limitata (“platea stretta” ) ma più vicina ed informata alla realtà locale [per mantenere una capacità di giudizio in merito].
Una platea che, seppure minore, vada interpellata "con le stesse regole" di quella più ampia: il metodo della partecipazione deve essere ciò che caratterizza il nuovo partito e la possibilità di fare scelte consapevoli deve essere il criterio che delimita la platea stessa.
Tale platea parteciperà in modo più attivo e continuativo alla vita del partito e sarà chiamata ad esprimersi su scelte di carattere locale che richiedano particolari approfondimenti oltre che rappresentanti di organismi amministrativi locali.
Gli iscritti eleggono anche i coordinatori ed i direttivi dei vari Circoli di base.
(c) Aderenti ai Forum tematici. I FORUM dovranno essere aperti sia ad iscritti che a non iscritti, [ammessa anche la partecipazione di soggetti collettivi (associazioni)] come luoghi di partecipazione e non di decisione , luoghi di produzione delle idee, catalizzatori di fermenti.
Gli aderenti ai forum non iscritti al PD potrebbero far parte di platee specifiche laddove le decisioni riguardino gli argomenti trattati dal forum stessi (adottando la formula di “adesione a tempo” nel partito, con il conseguente diritto al voto nella “platea ristretta”).
Al di là delle scelte partecipate su platea vasta (cittadini elettori) o più limitata (iscritti) la direzione politica del partito a livello provinciale (territoriale) e cittadino spetta ai Segretari eletti dalle primarie ed alle Assemblee degli eletti (delegati) nelle primarie nazionali e locali residenti nel territorio.
(5) Ipotesi normativa di organi di controllo
PROPOSTA:
Istituzione di AUTHORITY dedicate alla rimozione di “barriere architettoniche”, per mantenere il doppio senso di circolazione dal basso verso l'alto e viceversa [eletti –elettori, questa una piramide ineliminabile perchè istituzionale], in caso di contrasti tra i livelli plurali del partito. Può essere articolato a livello regionale oltre che nazionale, per snellire i ricorsi all'arbitrato.
Comitato di garanzia: Un organo di alto profilo, che valuti su richiesta di gruppi o singoli cittadini le eventuali deviazioni da un comportamento etico e le mancanze nell'operato di quanti eletti nel PD sono coinvolti nel governo dei territori sia nazionale sia regionale sia comunale, che delle strutture del partito, con la facoltà di poter richiedere la decadenza da un incarico.
Non sarà facile scegliere coloro i quali possano essere dotati di un simile potere ma i criteri potrebbero essere quelli propri di una giuria popolare (quindi estrazione a sorte) con la partecipazione di uno o più membri di una Commissione etica, eletta con il metodo delle primarie.
(3) TRASPARENZA NELL'AZIONE POLITICA, RICAMBIO E SELEZIONE DI ELETTI E FUNZIONARI.
(I) Trasparenza e valutabilità dei meccanismi decisionali
OBIETTIVO : realizzare la massima trasparenza possibile sulle scelte politiche e i meccanismi decisionali di eletti e incarichi interni di rilievo del PD. Per riavvicinare i cittadini al mondo della politica è essenziale una maggiore informazione sull'azione politica degli eletti e sulle motivazioni che inducono ad adottare le decisioni. Questo realizza anche un controllo sugli atti ed induce una maggiore responsabilizzazione degli attori.
STRUMENTI : si ipotizza la realizzazione di una fase di dibattito sullo stato di attuazione del programma politico presentato dall'eletto. Tali dibattiti dovrebbero essere collocati temporalmente a metà mandato e verso la fine. Dovrebbero essere promossi da un organismo istituzionale del Partito ed essere finalizzati a far conoscere lo stato di attuazione del programma, le eventuali ragioni della mancata attuazione e i motivi che hanno determinato le scelte politiche volte alla realizzazione dello stesso. Allo stesso tempo dovrebbero favorire il rilancio dell'azione politica per la seconda metà del mandato o per le candidature. I dibattiti dovrebbero essere aperti a tutti gli aderenti al Partito e, per gli eletti in cariche pubbliche, a tutti i cittadini per permettere un confronto costruttivo e concludersi con la redazione di un documento in cui sono riassunti gli elementi del dibattito stesso. Questo strumento permetterebbe all'eletto o al funzionario di far conoscere meglio all'elettorato le caratteristiche della sua azione e agli elettori di formarsi un più compiuto convincimento sulla bontà dell'azione intrapresa anche in prospettiva della eventuale riconferma nella successiva prova elettorale. L'organo del Partito candidato all'organizzazione di questa fase di dibattito e confronto potrebbe essere un FORUM di riferimento che ha le caratteristiche per costituire una vera e propria cerniera tra il Partito (inteso come ente strutturato) e l'area politica di riferimento (elettori, associazioni, volontari ecc.). Si potrebbe in questo modo attuare anche un allargamento della partecipazione alla politica attiva nei confronti di coloro che hanno la volontà di dare un proprio contributo di idee o di opere anche se non in modo continuativo o strutturato.
Per valutare la funzionalità dei singoli ruoli nel partito, si introduce la regola dello 'zero functioning' : cioè ogni volta deve essere giustificata la necessità di ogni singola posizione (valutazione delle esigenze, degli obiettivi, della misurabilità dei risultati) prima che questa venga assegnata.
IPOTESI NORMATIVA : dopo due anni dall'insediamento ed tra 6 e 3 mesi prima delle successive elezioni gli eletti alle cariche di sindaco, presidente di provincia, parlamentare, deputato regionale, segretario regionale, provinciale e comunale, presentano lo stato di attuazione del programma politico con cui si sono candidati in un incontro indetto dal Forum di riferimento o, in mancanza, dal segretario regionale del PD. L'incontro e' aperto a tutti i cittadini per le cariche elettive e riservato agli iscritti al PD nel territorio di competenza per i funzionari. L'eletto o funzionario illustra la propria azione politica, le eventuali ragioni della mancata attuazione del programma presentato agli elettori e i motivi che hanno determinato le scelte politiche volte alla realizzazione dello stesso. Dopo la relazione viene assicurato il dibattito tra i partecipanti. A conclusione viene redatto un documento congiunto riassuntivo dei lavori, reso pubblico almeno via internet per gli eletti e reso disponibile all'interno del partito con modalità opportune per i funzionari.
Tutti gli incarichi nel partito devono essere basati su un programma ed un arco temporale definito e devono indicare un forum di riferimento; ad ogni rinnovo si deve indicare per ogni incarico le ragioni per il suo mantenimento. Verso o dopo la fine dell'incarico, ma comunque prima di un eventuale proroga, l'incaricato presenta l'attività svolta in una riunione pubblica del forum di riferimento.
(II) Ricambio del personale politico
OBIETTIVO : assicurare un ricambio continuo sia negli organi collegiali del partito sia per i membri eletti nelle istituzioni. Assicurare parità di rappresentanza a ciascun genere sia per gli organi collegiali che per quelli monocratici all'interno del partito.
STRUMENTI : si ipotizza di stabilire una percentuale di dirigenti di partito e di eletti che costituisce il tetto massimo di persone che si possono ricandidare al medesimo ruolo. Questo non costituisce una limitazione temporale agli incarichi salvaguardando dalla perdita di preziose competenze che in passato hanno fatto derogare il limite del doppio mandato che ad esempio i DS avevano per alcuni ruoli. Questa misura è una alternativa alle cosiddette quote verdi e assicura sia un ricambio della classe dirigente sia una adeguata selezione in quanto non tutti i membri sono riconfermati ma, si presume, solo i migliori tra quelli presenti. Si ipotizza inoltre una quota fissa minima di rappresentanza per ciascun genere all'interno degli organismi collegiali del partito, ed una analoga quota per i candidati a ricoprire cariche istituzionali collegiali. Al fine di realizzare la parità di genere negli organi di vertice del partito si propone di prevedere un minimo di due candidati, di cui almeno uno per ogni sesso; si prevede inoltre il limite di due mandati. Queste regole si applicano alle elezioni di ogni carica monocratica dal segretario comunale al nazionale, fatta eccezione per elezioni con base elettorale troppo ristretta con dimensione da determinarsi nello statuto.
IPOTESI NORMATIVA : Al massimo il 60% dei candidati a consigliere (comunale, regionale) e parlamentare (nazionale o europeo) possono aver ricoperto il medesimo ruolo a cui si candidano nei 5 anni precedenti. Nel caso in cui le candidature in oggetto vengano decise da elezioni primarie si scorre nella lista dei votati alle primarie fino a trovare candidati che soddisfano il requisito. Al massimo il 60% dei candidati a membro della direzione (comunale, provinciale, regionale, nazionale) possono essere stati già membri della direzione nei 5 anni precedenti. Nel caso in cui i candidati più votati eccedano tale percentuale si scorre nella lista dei votati fino a trovare candidati che soddisfano il requisito. Per l'elezione a segretario nazionale, regionale, provinciale o comunale del PD, qualora la base elettorale superi i 2000 aventi diritto al voto, non può essere candidato chi abbia già ricoperto tale ruolo per due mandati e devono essere presentate un minimo di due candidature, di cui almeno una per ciascun sesso. Qualora non vengano presentate il numero minimo di candidature l'elezione non si tiene ed il segretario del livello superiore, o la commissione di garanzia in mancanza di questo, nomina un coordinatore pro-tempore e riconvoca le elezioni entro tre mesi.
(III) Selezione di dirigenti ed eletti
OBIETTIVO : si intende assicurare una selezione consapevole di eletti e dirigenti del partito favorendo la conoscenza dei candidati e delle loro attività.
STRUMENTI : per permettere ai candidati ai vari processi elettorali, soprattutto nelle primarie, di essere conosciuti e confrontati con gli altri candidati si propone che venga stabilito da un'apposita commissione nazionale un formato standard di curriculum e descrizione delle attività che tutti i candidati dovranno compilare al momento della candidatura. Il formato dovrà essere molto schematico in modo tale da renderne semplice la lettura ma contenere elementi significativi che permettano di valutare l'attività politica e le potenzialità del candidato. Ad esempio dovrà richiedere le più significative tra le passate esperienze politiche ed attività organizzative, amministrative e di elaborazione legislativa o culturale, gli articoli o libri pubblicati, e un'indicazione di pagine web personali o blog pubblici. Il curriculum dovrà altresì contenere l'elenco di tutte le condanne passate in giudicato ed i carichi pendenti per cui vi sia stato giudizio almeno di primo grado. Tale curriculum verrà poi diffuso dai garanti delle votazioni.
Il curriculum ha il duplice scopo di permettere agli elettori di avere qualche elemento oggettivo su cui basare la propria scelta e di permettere ai candidati di pubblicizzare, ancorché sinteticamente, la loro attività politica.
IPOTESI NORMATIVA : Tutti i candidati ad elezioni pubbliche o primarie dovranno presentare al momento della candidatura il proprio curriculum conforme al modello di curriculum politico vigente al momento come approvato dagli organismi dirigenti del PD. Il curriculum verrà reso pubblico nei giorni successivi alla scadenza dei termini per la presentazione dei candidati a cura della commissione di garanzia elettorale o di apposita commissione del PD. Il curriculum dovrà essere schematico e di semplice lettura e dovrà contenere una selezione delle più significative esperienze politiche ed attività organizzative, amministrative e di elaborazione legislativa o culturale del candidato nonché indicazione di articoli o libri pubblicati, pagine web personali o blog pubblici. Il curriculum dovrà altresì contenere l'elenco di tutte le condanne passate in giudicato ed i carichi pendenti per cui vi sia stato giudizio almeno di primo grado.
Entro trenta giorni dall'approvazione del presente regolamento è nominata la commissione curriculum che elaborerà il modello standard di curriculum che entrerà immediatamente in vigore.