Considerazioni sulla crisi di governo. sulla mailing list ds isolotto parte il dibattito. Alla lettera di Marcello R. da Pieve S. Stefano ma ex-isolottiano risponde il segretario della sezione Ds Balducci.
IL GOVERNO PRODI E' CADUTO, CE LO IMMAGINAVAMO, TANTO PRIMA O POI
SAREBBE SUCCESSO.
VICENZA, IO CON IL PENSIERO C'ERO, FISICAMENTE NO.
MA COSA IMPORTA ESSERCI O NO, QUELLO CHE CONTA SONO I VOTI E SE NON
ABBIAMO UNA FORTE MAGGIORANZA COME POSSIAMO GOVERNARE?
D'ALEMA CERCA
GLI APPLAUSI DELLA DESTRA IN PARLAMENTO, MA C'E' O NON C'E'? IO CREDO DI NO.
GLI CONSIGLIO DI ANDARE NELLA SUA ISOLA E CON LA BARCA FARE DELLE BELLE GIRATE,
QUELLO DOVREBBE SAPERLO FARE.
IL RISCHIO E' DARE L'ITALIA IN PASTO ALLA DESTRA ECCO PERCHE' DOBBIAMO UNIRCI CON TUTTA LA
SINISTRA ALTRO CHE PARTITO DEMOCRATICO E STARE AL FIANCO DI BERLUSCONI IN EUROPA.
SALUTONI marcello r.
Caro Marcello,
mi inserisco con brevi considerazioni.
Già stamani ho sentito le nefande conseguenze del drammatico voto di ieri pomeriggio.
E' partita cioè la caccia incrociata al colpevole. Dalle nostre parti (di sinistra) sembra quasi uno sport più popolare del calcio. Così oggi in sezione è arrivata gente che inveiva contro l'arci per aver aderito alla manifestazione di Vicenza (cosa di cui non sono neppure sicuro). Altri che vorrebbero sfogare la loro rabbia e delusione contro qualsiasi forma di dissenso. Dall'altra parte vi sono poi quelli come te che individuano D'Alema ed il Partito Democratico come causa prima di tutti i nostri mali.
Compagni... fermiamo il treno delle le polemiche.
Chi ha manifestato a Vicenza ne aveva tutte le ragioni. Chi ha portato innanzi sino ad oggi la nostra politica estera lo ha fatto dando un impronta di profonda discontinuità rispetto al governo della guerra unilaterale e preventiva e nello specifico io che spesso mi sono trovato in disaccordo con D'Alema, ho sentito - in questa occasione - di condividerne in pieno l'intervento.
Partiamo allora da queste due considerazioni per capire che noi di sinistra abbiamo su tante cose visioni diverse e che - non avendo per fortuna un capo che comanda e pensa per tutti - dobbiamo sforzarci di riconoscere e rafforzare le ragioni del nostro stare insieme e non quelle della polemica spesso e volentieri con poche fondamenta.
Vogliamo riconsegnare l'Italia alla banda-bassotti di recente memoria? Abdicare dal nostro diritto-dovere a rendere più libero e democratico questo paese?
Diciamoci che al Senato un senatore di vantaggio (con 200.000 voti in meno) non poteva garantirci un governo stabile e che il cambio di voto di tre senatori a vita e la demenza di due estremisti (l'unica vera responsabilità è di chi li ha inseriti nelle liste) ha portato a questo risultato.
Ripartire sta anche a noi. Alla nostra capacità di affrontare i problemi disponibili a trovare sintesi comuni che ci facciano fare passi (anche piccoli) in avanti. Vediamo intanto se siamo in grado di fare un congresso DS in cui ognuno possa esprimersi senza pressioni e condizionamenti.
Facciamo prevalere le ragioni dell'essere alleanza (l'Unione), dell'essere partito (i DS).
Invitiamo tutti a sentirsi meno "mozione" sia nel partito che fuori e ad impegnarsi anche quando poi le fasi congressuali sono passate senza essere inghiottiti da qualche "buco nero". Un esame di coscienza per tutti...
Qualcuno ha da aggiungere qualcosa?
un saluto leonardo