VELTRONI: DAL PD PIENO SOSTEGNO A PRODI, ELEZIONI ANTICIPATE LA SCELTA PEGGIORE
22 Gennaio 2008
«La cosa peggiore che possa accadere è precipitare verso la crisi e le elezioni anticipate. Siamo assolutamente compatti per ottenere la fiducia e consentire a Prodi di andare avanti, e, al tempo stesso dare all'Italia le riforme costituzionali di cui ha bisogno». Walter Veltroni , al termine della riunione dei parlamentari del Pd, ha ribadito ciò che non è mai stato in dubbio: il Partito democratico si conferma come il più grande e convinto sostenitore del governo Prodi e si impegna affinché l'esecutivo possa ottenere la maggioranza sul voto di fiducia sia alla Camera, in programma per domani pomeriggio, sia in Senato, previsto per la serata di giovedì.
Il segretario del Pd ha spiegato che nella riunione di questa sera è stato ufficialmente «deciso di sostenere quello che è stato deliberato ieri insieme all'Unione e al presidente Prodi: “parlamentarizzare” la crisi per rendere chiaro agli italiani cosa sta accadendo». E a chi gli ha chiesto che cosa potrebbe accadere nel caso in cui il governo non dovesse avere la fiducia in Senato, Veltroni ha risposto semplicemente che «per ora non prendiamo in considerazione subordinate perché indebolirebbero l'opzione principale». Se questa si realizzerà, cioè se sarà assicurata la tenuta del governo, «andrà avanti un lavoro importante dell'esecutivo per affrontare i problemi del Paese e per uscire dalla crisi istituzionale. Sono convinto – ha aggiunto il leader del Pd – che se si va a votare così, permarrà l'ingovernabilità e l'Italia perderà altro tempo».
Un messaggio chiaro, diretto al leader dell'opposizione Silvio Berlusconi, che chiede a gran voce le elezioni anticipate, nonostante la pessima legge elettorale ancora in vigore. «Quella di Berlusconi – ha detto Veltroni – mi sembra una risposta interlocutoria, perché anche da parte degli elettori di centrodestra c'è una delusione rispetto all'ipotesi di ritrovarsi nuovamente in coalizioni confuse ed eterogenee». Quanto invece alla possibilità che, in caso di elezioni, il Pd possa presentarsi con le proprie liste, il segretario ha ribadito di essere convinto che «il partito debba coltivare in futuro la propria vocazione maggioritaria, proprio per garantire coalizioni più coese».
Di elezioni anticipate, comunque, il sindaco di Roma non vuole neppure sentire parlare e rivendica anzi il pieno e leale sostegno che il Partito democratico ha sempre conferito all'esecutivo guidato dal presidente Prodi, rispedendo al mittente alcune accuse rivolte nelle ultime ore nei confronti del Pd: «Vorrei mettervi in guardia – ha detto Veltroni durante la riunione – da quelli che, nel fumetto di Asterix, chiamavano i seminatori di zizzania. La nostra è una squadra che lavora in sintonia da
mesi. Abbiamo condiviso ogni passaggio insieme». E ai giornalisti che gli chiedono se il Pd abbia indebolito Prodi, il sindaco di Roma ha replicato: «Ho citato 92 dichiarazioni, solo per fare degli esempi, di esponenti politici che in questi anni hanno pronunciato la frase: “O così o il governo cade” e nessuna di queste dichiarazioni è attribuibile ad un esponente del Pd».
La posizione è chiara, dunque. E tra i più soddisfatti per le parole del segretario c'è proprio il presidente del Consiglio Romano Prodi che ha fatto visita ai parlamentari del Pd. Il premier ha detto di «aver condiviso moltissimo l'intervento di Veltroni» e durante l'assemblea ha pubblicamente ringraziato il suo partito per il sostegno manifestato: «Sono qui per ringraziare tutti voi per il calore che mi avete dimostrato alla Camera durante il mio intervento. Ho sentito le belle parole di Veltroni e sono molto contento».
La compattezza all'interno del Partito democratico è massima ed è evidenziata dalle dichiarazioni rilasciate da due dei ministri che hanno preso parte alla riunione. «In questo momento – ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani – andare alle elezioni sarebbe un danno per il Paese. E' un pensiero condiviso da tutti i parlamentari del Pd». Bersani ha poi aggiunto che «il Paese ha bisogno di essere governato e, naturalmente, per governare ci vuole un voto del Parlamento. Se non c'è questo è chiaro che ci può essere il rischio di andare alle elezioni anticipate». Chi si dice convinta che il governo reggerà è il ministro della Famiglia Rosy Bindi : «Troveremo la fiducia anche al Senato, conviene a tutti, perché sennò si va a votare». Bindi, al termine dell'assemblea dei parlamentari del Pd, si è detta «soddisfatta» per «il pieno sostegno dato a Prodi».