ERNESTO BALDUCCI (1922 – 1992)

 

Sacerdote, insegnante, scrittore, promotore di molte iniziative di pace e solidarietà

Nasce il 6 agosto 1922 in un piccolo paese di minatori sul monte Amiata, Santa Fiora, in provincia di Grosseto,luogo fondamentale della sua formazione umana e religiosa.

Primo di quattro figli, frequenta il seminario minore presso i padri Scolopi e si distingue per un profondo impegno nello studio. Riceve l’ordinazione sacerdotale nel 1945 ed è destinato a Firenze, dove si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia e si laurea
nel 1950 con una tesi su Antonio Fogazzaro. Collabora con Giorgio La Pira nei gruppi giovanili della S.Vincenzo, facendo esperienza diretta con i più poveri.

E’ grazie a La Pira che Balducci si interessa alle tematiche sociali e politico-culturali. Nel 1952 fonda il “Cenacolo”, esperienza nuova che cerca di superare la semplice assistenza e che si basa sulla formazione religiosa, teologica e spirituale, con una particolare attenzione ai problemi politico-sociali. Balducci fa emergere la sua capacità educativa e di formazione dei giovani.
Nel 1958 fonda la rivista “Testimonianze”, allo scopo di promuovere una fede che si fondasse sul valore della testimonianza, ispirandosi alla spiritualità dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld. Balducci esprime l’esigenza di apertura sociale e di dialogo nel mondo cattolico, soprattutto giovanile. La censura romana del Santo Uffizio colpisce le iniziative di La Pira, considerate troppo innovatrici, e allontana i suoi collaboratori: Balducci è mandato prima a Frascati, poi a Roma e per “ironia della Provvidenza” ciò gli permette di seguire da vicino i lavori del Concilio. In questi anni è bersaglio di molte polemiche a causa delle sue prese di posizione: subisce, ad esempio, un processo per la difesa dell’obiezione di coscienza e viene isolato anche dal mondo cattolico.

Nel 1965 ritorna alla Badia Fiesolana, diocesi di Fiesole, profondamente deluso per un mancato rinnovamento della Chiesa e non interviene più sui temi della riforma ecclesiale. Dalla metà degli anni ’70, promuove numerose iniziative culturali (tra cui la famosa “Se vuoi la pace, prepara la pace”), scrive libri, saggi, articoli, e partecipa ad incontri in tutta Italia. Nel 1986 fonda la casa editrice “Edizioni Cultura della Pace”, pubblicando lui stesso le biografie di Francesco d’Assisi, Gandhi e La Pira.

Muore il 25 aprile 1992 a causa di un incidente stradale, avvenuto al ritorno da alcuni impegni pubblici.

 

Il suo messaggio è legato essenzialmente a:

 

-         Cultura della pace e della nonviolenza: ogni relazione (uomo-donna, con gli altri esseri viventi, con tutto il mondo) non deve essere regolata dalla forza, bensì da una razionalità che ricerca il bene comune, il dialogo, la condivisione. Maestri di pace a cui Balducci si è sempre ispirato sono Francesco d’Assisi, Gandhi, Papa Giovanni XXIII e Giorgio La Pira.

“ La cultura che ancora domina è quella funzionale alla guerra, mentre è già maturo il tempo di una cultura diversa: la cultura della pace. Il primo impedimento alla nascita ed alla diffusione di questa nuova cultura è la rassegnazione al vecchio modo di pensare…”.

-         Crisi della modernità: dipende dalla volontà di potenza e dominio a scapito di un’umanità povera ed oppressa. Anche il consumo delle risorse non rinnovabili produce, secondo Balducci, sottosviluppo, guerra, fame e morte.

-         “L’uomo planetario” è colui che va incontro alle diversità e realizza, così, un’evoluzione nell’integrità umana e nella pace.

“… apertura dell’uomo all’uomo come condizione del proprio essere, della collaborazione come condizione del proprio sviluppo, della solidarietà dell’intera specie come condizione del suo essere persona”.

“Non dimentichiamo mai che il vero cantiere della pace e della guerra siamo noi nel piccolo ambito dei nostri rapporti quotidiani. Noi, come membri della specie umana, non siamo in condizione di continuare il nostro percorso storico se non confrontandoci con la presenza dell’Altro come tale”.